La filosofia Chiropratica

On 24 maggio 2010, in Archivio di "Chiropratica e Osteopatia", by Claudio Santoro

chiropractic

“La differenza tra un bravo chiropratico ed uno mediocre, è che quello bravo ha una grande varietà di principi cui far riferimento; quello mediocre evidentemente pochi. Un chiropratico mediocre ha la tendenza a sostituire la conoscenza con la strumentazione”.
In un suo scritto David B. Koch, D.C., ha sottolineato quanto i 33 Principi  enunciati da Stephenson fossero rilevanti nella strutturazione di un “sillogismo logico e ragionato”, da assumere quale “ragion d’essere” della chiropratica. Attraverso tre passaggi di modifica ed integrazione, a quei Principi è stata donata una comprensibilità evidentemente superiore:

- collocazione in tre categorie naturali:

  1. il primo gruppo di Principi (“Principi Universali”) riguarda l’organizzazione generale dell’universo e forma un modello relazionale tra intelligenza (il principio organizzativo – Intelligenza Innata, n.t.) e materia;
  2. il secondo gruppo di Principi (“Principi Biologici”) riguarda la relazione tra intelligenza e materia negli esseri viventi e si riferiscono all’Intelligenza Innata della vita;
  3. il terzo gruppo di Principi (“Principi Chiropratici”) si riferiscono specificatamente al ruolo della chiropratica e alla relazione sistema nervoso – colonna vertebrale.

- elencazione dei Principi secondo un ordine cronologico logico, impresa assai ardua considerato che Stephenson, originariamente, non ebbe ad elencarli in un ordine preciso e rigoroso. La catalogazione resa da David B. Koch, D.C sebbene libera, si è rivelata un tentativo logico di relazionare premesse e conclusioni nel modo più chiaro possibile.

- modifica del linguaggio in cui i Principi sono stati originariamente scritti, sia per chiarire alcune delle relazioni tra i concetti, sia per renderli attuali in termini chiropratici, fisici e biologici.

1°. Principi Universali

  1. Primo Concetto. Esiste un’intelligenza universale che permea tutta la materia, che le fornisce continuamente e totalmente le sue proprietà ed azioni, mantenendola perciò in esistenza e permettendole nel contempo di esprimersi (esistere, n.t.) (1)
  2. Causa ed effetto. Ogni effetto ha una causa e ogni causa ha degli effetti. (17)
  3. Il Principio del tempo. Tutte le azioni necessitano di tempo. (6)
  4. Non esiste organizzazione senza la fatica della Forza. La materia non può essere organizzata senza l’applicazione di una forza da parte dell’Intelligenza. (15)
  5. Espressione universale. La forza si manifesta come organizzazione nella materia; tutta la materia è organizzata; di conseguenza esiste un’Intelligenza Universale in tutta la materia. (14)
  6. La triade dell’organizzazione. Ogni struttura organizzata è una triade composta da tre fattori essenziali e più precisamente intelligenza, materia e forza che li unisce. (4)
  7. La quantità di intelligenza presente nella materia. La quantità di intelligenza presente in tutta la materia è sempre 100 % ed è sempre proporzionale alle sue necessità. (7)
  8. La funzione dell’intelligenza. La funzione dell’intelligenza è di creare la forza. (8)
  9. La quantità di forza creata dall’intelligenza. La quantità di forza creata dall’intelligenza è sempre 100 % (9)
  10. La funzione della forza. La funzione della forza è di integrare intelligenza e materia. (10)
  11. La funzione della materia. La funzione della materia e di esprimere la forza. (13)
  12. Le caratteristiche delle forze universali. Le forze dell’intelligenza universale si manifestano quali leggi fisiche, non sono mutabili e modificabili e non si preoccupano per l’ambiente nel quale operano. (11)
  13. Intelligenza nella materia organica e inorganica. L’intelligenza universale da forza (plasma, n.t.) sia alla materia organica che a quella inorganica. (16)
  14. 14. Interferenze di trasmissione delle forze universali. Possono esserci interferenze nella trasmissione delle forze universali. (12)

 

2°. Principi Biologici

  1. Materia organica. La sostanza di un corpo vivente è costituita da materia organizzata. (19)
  2. Intelligenza Innata. Un essere vivente è nato permeato dall’intelligenza dell’universo, chiamata Intelligenza Innata. (20)
  3. Il significato della vita in termini chiropratici. L’espressione di questa Intelligenza Innata attraverso la materia è il significato Chiropratico di “vita” (2)
  4. La triade della vita. La “vita” é necessariamente l’unione di questa Intelligenza e della materia di un essere vivente risultante dalla creazione di speciali forze interne (Innate). (3)
  5. Evidenza della vita. I segni della vita (assunzione, eliminazione, crescita, riproduzione, adattamento) sono evidenze dell’Intelligenza Innata della vita. (18)
  6. La Missione dell’Intelligenza innata. La missione dell’Intelligenza Innata del corpo è quella di mantenere in uno stato di organizzazione attiva il tessuto vivente di un corpo. (21)
  7. La perfezione della Triade. Per ottenere il 100 % di vita, devono coesistere il 100 % di Intelligenza, il 100 % di forza e il 100 % di materia. (5)
  8. La quantità di Intelligenza Innata. Esiste il 100 % di Intelligenza Innata in ogni essere vivente, la quantità necessaria, proporzionata al suo livello di organizzazione. (22)
  9. La funzione dell’Intelligenza Innata. La funzione dell’Intelligenza Innata del corpo è quella di adattare le forze universali e la materia ai bisogni del corpo, in modo che tutte le parti dell’organismo intero abbiano un’azione coordinata per ottenere un beneficio completo. (23)
  10. Il Principio della Coordinazione. La coordinazione consiste nell’interazione armonica di tutte le parti di un organismo, nell’adempimento delle loro funzioni e scopi. (32)
  11. I limiti dell’Adattamento. L’Intelligenza Innata del corpo ha la funzione di adattare le forze e la materia ai bisogni del corpo per il tempo possibile purché possa farlo senza violare una legge universale; in altre parole, la sua azione è limitata dai limiti della materia stessa e dal trascorrere del tempo. (24)
  12. La normalità dell’Intelligenza Innata. L’Intelligenza Innata del corpo è sempre normale e la sua funzione è sempre normale. (27)
  13. La caratteristica delle Forze Innate. Le forze create dall’Intelligenza Innata del corpo non sono mai indirizzate a danneggiare o distruggere l’organismo vivente nel quale agiscono. (25)
  14. Paragone tra Forze Universali e Innate. Al fine di perpetuare il ciclo universale della vita, le Forze Universali sono, a meno che possano essere mutate, di origine distruttiva, mentre le Forze Innate sono sempre di origine costruttiva, per quanto riguarda uno specifico organismo vivente. (26)
  15. Interferenze di trasmissione delle Forze Innate. Possono esserci interferenze nella trasmissione delle forze Innate. (29)
  16. La causa del Mal-essere. (Dis-ease). L’interferenza nella trasmissione delle Forze Innate causa non coordinamento ovverosia Mal-essere. (Dis-ease). (30)

 

3°. Principi Chiropratici

  1. Il conduttore delle Forze Innate. Negli animali alcune delle Forze Innate create dall’Intelligenza Innata del corpo funzionano con o attraverso il sistema nervoso. (28)
  2. La legge dell’offerta e della domanda. La legge della Domanda e dell’ Offerta esiste nel corpo allo stato ideale; dove il sistema nervoso trasmette messaggi, relativi ai suoi bisogni, dal corpo al cervello, che agisce come un’unità centrale di elaborazione per l’ intelligenza innata del corpo, e dal cervello al corpo per soddisfare tali bisogni. (33)
  3. Sublussazioni. L’ interferenza nella trasmissione nel corpo è spesso direttamente od indirettamente dovuta a sublussazioni alla colonna vertebrale. (31)

Cellulite_and_Exercise

Ciò che generalmente viene indicato con il termine “cellulite” (pannicolopatia-edemato-fibrosclerotica o pefs), è un particolare tipo di tessuto adiposo che, manifestandosi esternamente con sporgenze e rigonfiamenti dall’aspetto spugnoso e bucherellato (talvolta descritto come pelle a buccia d’arancia), si localizza generalmente sulle anche e sulle cosce (non tutto il grasso presente su cosce e fianchi, può essere catalogato come tale). Essa origina da un’alterazione della struttura sottocutanea (ipertrofia del pannicolo adiposo) determinata dall’eccessivo accumulo di liquidi e tossine: allo stato edematoso iniziale, segue una sclerosi dei setti e l’alterazione del metabolismo dei lipociti (processo cronico degenerativo del tessuto connettivo sottocutaneo dovuto a microangiopatia cronica a evoluzione fibrosclerotica). Quello linfatico, per definizione, sarebbe il sistema addetto alla rimozione dei prodotti di scarto (tossine) dai tessuti: maggiore è la lentezza con cui muove il flusso, più difficile risulta esserne la rimozione.

A differenza di quella sanguigna, la circolazione linfatica non è spinta da una “pompa”: per potersi muovere all’interno del corpo, infatti, la linfa sfrutta i movimenti tissutali ovvero le contrazioni muscolari. Questi i motivi in base ai quali si è portati a ritenere che la mancanza di esercizio fisico, la conduzione di un cattivo stile di vita, il mettersi spesso a dieta (sclerosi dei tessuti), l’assunzione di posizioni errate, l’uso di indumenti aderenti e/o tacchi alti nonché l’abitudine di incrociare le gambe, ostacolando oltremodo il normale fluire della circolazione linfatica, contribuiscano a favorire l’accumulo di liquidi e tossine. È un fenomeno presente soprattutto nelle donne (non necessariamente in soprappeso) anche grazie al ruolo giocato dagli estrogeni: ad esempio, è stato dimostrato l’aumento dell’incidenza della cellulite nelle donne che assumono estrogeni sintetici attraverso la pillola contraccettiva ovvero la terapia ormonale sostitutiva. Le tradizioni dell’oriente, notoriamente sostenitrici della assoluta inviolabilità del corpo, hanno saputo associare adeguate tecniche manipolatorie alle proprietà specifiche proprie di ciascun “rimedio” fitopratico, così creando un connubio ideale al ripristino della struttura e/o delle funzioni del tessuto sottocutaneo.

La “liposcultura manuale Tuina”, è differente da qualsivoglia altra forma di manipolazione e/o massaggio (talvolta utili al solo drenaggio dei liquidi, lasciando intravedere quei fastidiosissimi inestetismi meglio noti come “bozzetti”). Applicabile su caviglie, polpacci, ginocchia, cosce, glutei, sottoglutei e fianchi, il metodo si sviluppa su quattro fasi:

  1. preparazione dei tessuti;
  2. sblocco dei canali energetici e liberazione dei plessi linfatici;
  3. trattamento;
  4. applicazione prodotto anticellulite.

L’azione del trattamento ha luogo prevalentemente su due piani:

  1. meccanico – le particelle dei tessuti vengono sottoposte a stimolazioni continue tali da ingenerare la scissione dei legami molecolari;
  2. termico – innalzamento della temperatura tale da ingenerare un aumento del metabolismo fibroblastico interstiziale e adipocitario oltrechè vasolidatazione.

Ciò consente, già dal primo trattamento, di evidenziare il miglioramento del flusso linfatico ed arterio-venulare, la riduzione dell’edema, la redistribuzione e contestuale riduzione del grasso sottocutaneo, il miglioramento della tonicità ed elasticità tissutale.

Lipodissolve

On 5 maggio 2010, in Archivio di "Medicina e Terapia Estetica", by Claudio Santoro

cellulitebum

Somministrazione di Principi Attivi per via iniettiva ai fini dell'eliminazione dei depositi localizzati di grasso, del miglioramento del microcircolo e del tessuto cutaneo. Con il termine “Lipodissolve” si intendono metodiche lipolitiche non chirurgiche che sfruttano l’azione di alcuni principi attivi iniettabili a livello dermico e sottocutaneo.
La metodica originale, nata dalla intuizione di una dermatologa brasiliana nel 1995, oltre dieci anni fa, la Dr.ssa P.G Rittes, fondava il suo razionale sull’utilizzo della fosfatidilcolina, un derivato della lecitina di soia con spiccate e sperimentate proprietà anticolesterolo e antitrigliceridi in grado di sciogliere il grasso con cui veniva in contatto.
La letteratura scientifica internazionale nel corso degli anni, analizzando i risultati ottenuti con tale metodica e considerando la natura multifattoriale della cellulite e delle adiposità localizzate, ha sviluppato nuove soluzioni. L’evoluzione della tecnica “Lipodissolve”, oggi, permette non solo di ridurre il volume delle adiposità localizzate, ma di risultare efficace nel trattamento della ritenzione idrica, della insufficienza venolinfatica e della lassità cutanea; alterazioni sempre presenti ma non prese in considerazione dalle metodiche classiche. E soprattutto senza rischi vascolari e danni per la cute, senza cicatrici e avvallamenti.
I principi attivi iniettati con sottilissimi aghi non solo nelle aree di accumulo adiposo, ma in tutti i distretti interessati da ritenzione idrica o lassità cutanea, determinano una riduzione di volume degli adipociti (le cellule del tessuto grasso) con conseguente progressiva eliminazione dell’adiposità localizzata, un miglioramento del microcircolo vascolare con riduzione della componente acquosa extracellulare, ed un incremento della vitalità cellulare dermo-epidermica con aumento dell’elasticità e del tono cutaneo. Per l’eliminazione di una adiposità localizzata addominale o di una coulotte de cheval di media entità sono solitamente necessarie quattro sedute (una ogni 4-6 settimane). Il trattamento, che non ha nulla di chirurgico, si effettua in ambulatorio; immediatamente dopo la paziente è in grado di riprendere qualsiasi attività, comprese le attività sportive o l’esposizione al sole. Non è necessario l’uso di guaine; suggerito quello di calze elastiche a compressione graduata (sinergico all’azione dei principi attivi). Solitamente non si formano ecchimosi. Il trattamento è integrato con idoneo intervento di liposcultura manuale tuina  che permette di velocizzare e stabilizzare i risultati.