Trattamento delle cicatrici da acne e varicella

Chirurgia a flusso di elettroni F.E.L.C.
27 luglio 2010
VISCERAL MANIPULATION TECHNIQUE
15 aprile 2011

CICATRICI DA ACNE E DA VARICELLA.

La cura definitiva dell’acne attiva e dei danni da essa indotti, eliminando totalmente farmaci, prodotti cosmetici, laser, chirurgia, peeling o fillers.

(immagini riprodotte per gentile concessione Prof. FIPPI – www.fippi.net)

Un diverso approccio alla cura e alla teoria sulla genesi del processo acneico, mi è venuta dall’osservazione della comparsa, sempre nello stesso punto del viso, di un foruncolo “sentinella” in alcune pazienti pochi giorni prima del ciclo.
Per verificare se l’idea che stava prendendo corpo, fosse corretta, chiesi a tutte queste signore “portatrici di foruncolo sentinella” di sottoporsi alla plastica plexer del dotto pilosebaceo che sospetto essere la causa del problema. I risultati mi diedero ragione.  Infatti nei mesi successivi, le stesse pazienti mi riferivano la totale scomparsa nella zona trattata di qualsiasi manifestazione acneica in periodo premestruale. Si possono trattare sia i comedoni aperti che chiusi, effettuando una vera e propria plastica del follicolo pilosebaceo deformato dal processo acneico. Il follicolo deformato nella parte dello sbocco verso l’esterno, tende ad ostruirsi facilmente per svariate cause esterne.
L’assunzione di particolari alimenti, la ritenzione idrica premestruale, la variazione idrosalina del sudore e del sebo indotta da stress psichici o fisici, l’utilizzo di creme ad effetto occlusivo.. Nel caso delle cicatrici post acneiche si deve trattare esclusivamente la cute dei margini e delle mamellonature tra una depressione e la successiva, senza toccare in alcun modo il fondo delle cicatrici stesse.
Particolare attenzione deve sempre essere posta a non ferire inavvertitamente con il puntale, la cute del paziente.
Il plexer (per ottenere il massimo risultato, deve sfiorare i tessuti , senza toccarli, emettendo un flusso elettronico in grado di bruciare letteralmente i tessuti disidratati e con maggior resistenza elettrica (effetto Joule).
Se il puntale dovesse toccare la cute sana, diminuendo la resistenza elettrica puntale-cute, non si avrebbe incremento termico e quindi nessuna “bruciatura”.
Che di combustione si tratti, è dimostrato dal fatto che se mediante un cannellino metallico, soffiamo dell’ossigeno sul tessuto operato, si svilupperà una temperatura elevata con il rischio di coinvolgere nel fenomeno termico i tessuti circostanti. Se invece di ossigeno, soffiamo della anidride carbonica, vedremo spegnersi la combustione operata dal plexer.
Riassumendo, durante un intervento di plexer chirurgia si opera una combustione dei tessuti trattati dove questi si comportano da combustibile, mentre l’ossigeno dell’aria si comporta da comburente. In caso di cicatrici molto depresse, è consigliabile trattare i margini e le aree in plus in più sedute, per evitare fenomeni discromici. Naturalmente, non bisogna in alcun caso, coinvolgere lo strato papillare del derma, pena discromie e retrazioni simili a quelle dovute ad altri tipi di trattamento. L’immagine ci permette di apprezzare la tecnica utilizzata per ciascun punto. Da notare che i singoli punti non si toccano l’un l’altro per evitare eventuali fratture di crosta.

CICATRICI DA ACNE DEL DORSO

Numerose e particolarmente larghe e profonde.
Alcune presentano un diametro di quasi un centimetro.

Risultato di cui alle immagini è stato ottenuto con tre applicazioni distanziate di sette giorni una dall’altra.

(immagini riprodotte per gentile concessione Prof. FIPPI – www.fippi.net)

In caso di cicatrici molto depresse, è sempre consigliabile trattare i margini e le aree in plus in più sedute, per evitare fenomeni discromici.
È doveroso premettere che tutti i casi clinici riportati, prima di sottoporsi al trattamento, si erano sottoposti a peeling di ogni tipo, dermoabrasione a cristalli di corindone, LASER Resurfacing, cure ormonali, roaccutan, ripetute pulizie del viso ecc.  ecc..
ATTENZIONE!!! Sono state immesse sul mercato delle apparecchiature ad arco voltaico da non confondere con il PLEXER, sono estremamente dolorose, non permettono un adeguato controllo di questo arco voltaico; inoltre emettono forti campi elettrici indotti sul corpo del medico che li utilizza, evidenziabili avvicinando alla mano dell’operatore ed al filo del manipolo un normale tubo al NEON anche fulminato che si illuminerà evidenziando i campi dispersi assorbiti dal medico!!!.
Controllare sempre che le apparecchiature elettromedicali siano marchiate con il CE medicale e non che siano unite ad altre omologate cercando di spacciarle per certificate per il solo fatto di averle unite tra loro.
I soli Medici che praticano la vera PLEXER chirurgia in modo corretto, con apparecchi idonei e certificati, che si aggiornano regolarmente frequentando i miei corsi gratuiti che svolgo regolarmente, impegnandomi in prima persona, sono quelli riportati sul sito http://www.fippi.net

(fonte: www.fippi.net)