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Liposcultura manuale tuina

Cellulite_and_Exercise

Ciò che generalmente viene indicato con il termine “cellulite” (pannicolopatia-edemato-fibrosclerotica o pefs), è un particolare tipo di tessuto adiposo che, manifestandosi esternamente con sporgenze e rigonfiamenti dall’aspetto spugnoso e bucherellato (talvolta descritto come pelle a buccia d’arancia), si localizza generalmente sulle anche e sulle cosce (non tutto il grasso presente su cosce e fianchi, può essere catalogato come tale). Essa origina da un’alterazione della struttura sottocutanea (ipertrofia del pannicolo adiposo) determinata dall’eccessivo accumulo di liquidi e tossine: allo stato edematoso iniziale, segue una sclerosi dei setti e l’alterazione del metabolismo dei lipociti (processo cronico degenerativo del tessuto connettivo sottocutaneo dovuto a microangiopatia cronica a evoluzione fibrosclerotica). Quello linfatico, per definizione, sarebbe il sistema addetto alla rimozione dei prodotti di scarto (tossine) dai tessuti: maggiore è la lentezza con cui muove il flusso, più difficile risulta esserne la rimozione.

A differenza di quella sanguigna, la circolazione linfatica non è spinta da una “pompa”: per potersi muovere all’interno del corpo, infatti, la linfa sfrutta i movimenti tissutali ovvero le contrazioni muscolari. Questi i motivi in base ai quali si è portati a ritenere che la mancanza di esercizio fisico, la conduzione di un cattivo stile di vita, il mettersi spesso a dieta (sclerosi dei tessuti), l’assunzione di posizioni errate, l’uso di indumenti aderenti e/o tacchi alti nonché l’abitudine di incrociare le gambe, ostacolando oltremodo il normale fluire della circolazione linfatica, contribuiscano a favorire l’accumulo di liquidi e tossine. È un fenomeno presente soprattutto nelle donne (non necessariamente in soprappeso) anche grazie al ruolo giocato dagli estrogeni: ad esempio, è stato dimostrato l’aumento dell’incidenza della cellulite nelle donne che assumono estrogeni sintetici attraverso la pillola contraccettiva ovvero la terapia ormonale sostitutiva. Le tradizioni dell’oriente, notoriamente sostenitrici della assoluta inviolabilità del corpo, hanno saputo associare adeguate tecniche manipolatorie alle proprietà specifiche proprie di ciascun “rimedio” fitopratico, così creando un connubio ideale al ripristino della struttura e/o delle funzioni del tessuto sottocutaneo.

La “liposcultura manuale Tuina”, è differente da qualsivoglia altra forma di manipolazione e/o massaggio (talvolta utili al solo drenaggio dei liquidi, lasciando intravedere quei fastidiosissimi inestetismi meglio noti come “bozzetti”). Applicabile su caviglie, polpacci, ginocchia, cosce, glutei, sottoglutei e fianchi, il metodo si sviluppa su quattro fasi:

  1. preparazione dei tessuti;
  2. sblocco dei canali energetici e liberazione dei plessi linfatici;
  3. trattamento;
  4. applicazione prodotto anticellulite.

L’azione del trattamento ha luogo prevalentemente su due piani:

  1. meccanico – le particelle dei tessuti vengono sottoposte a stimolazioni continue tali da ingenerare la scissione dei legami molecolari;
  2. termico – innalzamento della temperatura tale da ingenerare un aumento del metabolismo fibroblastico interstiziale e adipocitario oltrechè vasolidatazione.

Ciò consente, già dal primo trattamento, di evidenziare il miglioramento del flusso linfatico ed arterio-venulare, la riduzione dell’edema, la redistribuzione e contestuale riduzione del grasso sottocutaneo, il miglioramento della tonicità ed elasticità tissutale.