Metodo Biofunzionale

Osteolab, in proprio, svolge attività di studio e ricerca ponendo in particolare risalto l’educazione alla salute comunque intesa. Il metodo Biofunzionale ©, consente un’analisi approfondita degli elementi disfunzionali che caratterizzano:

–          Fibromialgia

–          Dolore neuropatico

–          Scoliosi

Attraverso lo studio del movimento umano razionale, puntiamo a creare quelle condizioni per le quali, l’individuo che affida a noi la propria persona, possa percepire le proprie innate capacità di movimento e di adattamento fisico, migliorandole e/o recuperandole laddove perdute.

Presentazione

Studi epidemiologici di comunità indicano che il 18-20% della popolazione adulta (40-50% se oltre 60-65 anni di età) è affetta da dolore neuro-muscolo-scheletrico, avente spesso caratteristica funzionale non patologica, quindi riconducibile a quella condizione che l’Organizzazione Mondiale della Sanità è solita definire come “Cumulation Effects of Subclinical Everything” (C.E.S.E.) ovvero “cumulo di effetti determinato da ogni alterazione non patologica”.

L’esperienza del dolore cronico muscoloscheletrico, ha ricadute rilevanti sulla qualità della vita del paziente, di fatto condizionando profondamente con la sfera affettiva, cognitiva e comportamentale: dai limiti imposti al comportamento espressivo-motorio a quelli della autonomia personale, dalle turbe del sonno all’irritabilità, dalla dipendenza dai congiunti alla dipendenza dai farmaci, tutto esprime una ridotta capacità di attività e produttività che, sempre, si accompagna a conseguenze spiacevoli di tipo socio-economiche e lavorative.

Il terreno su cui detta esperienza viene a strutturarsi è definito “comportamento anomalo di malattia”, un cattivo modo di affrontare la propria condizione morbosa nato da una altrettanto cattiva percezione, valutazione ed azione circa fastidi, disturbi, dolori ed alterazioni della funzione neuromotoria.

Il metodo “biofunzionale ©” nasce per offrire una giusta valutazione (complessiva) del dolore, della disabilità funzionale, dello stato globale di salute: strumenti di autovalutazione aventi la caratteristica di essere “paziente-centrici” in grado di consentire il riconoscimento da un lato, della capacità di autovalutazione del proprio stato di salute; dall’altro, degli effetti che i singoli interventi terapeutici riescono ad ottenenere.

Frutto di un lavoro congiunto di professionisti dell’area neuro-motoria, il metodo “biofunzionale ©” è volto a strutturare attività idonee alla corretta valutazione dello stato di funzionalità organica, così da identificare non solo le compensazioni strutturali raggiunte (adattamenti dovuti ai nuovi malsani compromessi meccanici intervenuti), ma anche e soprattutto le cause che le hanno determinate, così innescando quei processi da cui si è ingenerato il dolore.

Impostare un giusto intervento di riequilibrio, quindi, non può che tradursi in una repentina eliminazione del dolore, riduzione degli scompensi ed ottimizzazione della funzione organica.

Gli obiettivi del programma

 

  • Vincere il dolore;
  • Correggere le disfunzioni muscolo-scheletriche;
  • Correggere la postura (equilibrio, economia e confort);
  • Aumentare le personali capacità di coordinazione motoria;
  • Aumentare forza e resistenza muscolare;
  • Detossificare l’organismo e definire i paramentri nutrizionali ad esso più adeguati.

Gli strumenti del programma

  • Rieducazione Posturale – Alla base della rieducazione globale troviamo il concetto di catene muscolare: ogni muscolo non viene più considerato in modo isolato, ma come componente di un sistema più complesso, e cioè le catene muscolari. Una corretta valutazione consente la strutturazione di un programma di interventi che agisca lentamente e progressivamente sugli accorciamenti muscolari, così da:
  1. Migliorare l’elasticità muscolo-fasciale.
  2. Rieducare ad una corretta postura.
  3. Recuperare una propria coscienza corporea.
  • Rieducazione Funzionale – La rieducazione funzionale o motoria ricopre un ruolo fondamentale nel recupero della capacità motoria fine. Un attento programma di rieducazione funzionale può essere utile in molteplici situazioni patologiche, in cui si manifesta una disabilità motoria, quali: traumatismi di diversa natura, in cui sia reso necessario o meno di un periodo di riposo funzionale o immobilizzazione in apparecchio gessato, tutore o bendaggio funzionale; a seguito di un intervento chirurgico; in presenza di una patologia cronica e/o degenerativa; in preparazione ad un intervento chirurgico. Le tecniche utilizzate in ambito chinesiologico sono molteplici e personalizzate sul singolo paziente e sulla sua disabilità, seguendo un preciso programma terapeutico.
  • Rieducazione Neurologica Chiropratica – Una lesione del sistema nervoso centrale (encefalo, midollo spinale) o periferico (nervi), a seguito di un evento traumatico o una patologia, causa una menomazione nei nostri apparati e una conseguente disabilità, condizione di svantaggio sociale. La chiropratica svolge un ruolo importante nell’insieme di cure e trattamenti che una persona riceve dopo un evento di questo tipo, con lo scopo di:
  1. ridurre la disfunzione degli apparati, in particolare di quello muscolo-scheletrico, cercando di migliorare le prestazioni della persona (ad es.: normalizzazione del tono muscolare, riduzione delle rigidità articolari, ecc.).
  2. migliorare la partecipazione sociale, cercando di adattare l’ambiente circostante ai propri personali bisogni, eventualmente utilizzando ausili, ortesi e protesi che facilitino lo svolgimento di tali attività.
  • Rieducazione Propriocettiva – La propriocezione può essere definita come la valutazione conscia ed inconscia della posizione di un’articolazione nello spazio. Il ripristino del controllo neuromuscolare rappresenta un elemento di vitale importanza nella riabilitazione delle patologie a carico delle articolazioni. L’obiettivo delle attività di controllo neuromuscolare è quello di elaborare gli stimoli neurosensoriali periferici, provenienti dalle articolazioni per tradurli in risposte motorie coordinate. La rieducazione propriocettiva è indispensabile per proteggere le articolazioni da carichi eccessivi e prevenire le lesioni recidive.
  • Rieducazione Strutturale Osteopatica – È un programma di valutazione e trattamento sviluppato particolarmente indicato in pazienti affetti da dolori al rachide lombare, anche se la metodica può essere applicata anche al rachide cervicale e dorsale. Gli obiettivi che tale tecnica si pone sono: la diminuzione della sintomatologia dolorosa, ripristino della funzione, rieducazione all’autonomia, attraverso l’applicazione di un programma di interventi mirati, anche nel senso di una profilassi. Questo metodo è particolarmente indicato nel caso di dolori acuti o cronici al rachide lombare, con o senza irradiazione verso la regione glutea o alla gamba, con limitazione della mobilità.
  • Rieducazione Neuromuscolare – Una pratica che trova prevalentemente impiego nel trattamento delle lesioni dei tessuti molli (lesioni muscolari, tendinee, legamentose,…). Si articola in due parti fondamentali: esame obiettivo e terapia. L’esame obiettivo permette di individuare quali strutture dell’apparato locomotore sono coinvolte nella lesione, strutturando così una diagnosi funzionale. La terapia è causale perché permette di trattare le aree di lesione a seconda della loro localizzazione; si caratterizza per l’esecuzione di manovre dirette nella sede dell’infiammazione. Le manovre realizzano un effetto antalgico e accelerano i processi riparativi grazie all’aumento della circolazione locale.
  • Facilitazioni Neurocinetiche Progressive – Le tecniche di PNF permettono l’avvio del movimento attraverso la stimolazione dell’unità funzionale neuromuscolare, attraverso stimoli esterocettori e propriocettivi. Gli obiettivi della metodica sono: miglioramento della coordinazione, riacquisizione della sequenza fisiologica del movimento, risoluzione degli schemi di movimento patologici, normalizzazione del tono muscolare, aumento della forza muscolare, allungamento dei muscoli. Questa tipologia di rieducazione trova particolari indicazioni nel caso di:
  1. Lesioni del sistema nervoso periferico;
  2. In ortopedia e traumatologia: dopo fratture, affezioni muscolari, dei tendini e dei legamenti, infortuni sportivi, rieducazioni di atrofie muscolari e retrazioni articolari, amputazioni.
  3. Patologie del SNC: atassia, sclerosi multipla, paralisi cerebrali, affezioni infiammatorie e degenerative.
  • Detossificazione organica e nutriceutica. I programmi di detossificazione organica e depurazione degli organi emuntori hanno l’obiettivo di rimettere in circolo allo scopo di eliminarlo, tutto il materiale tossico depositatosi nei tessuti. Le tossine a cui si fa riferimento non sono solo quelle introdotte dall´esterno (additivi alimentari, conservanti, inquinamento atmosferico ecc.), ma anche e soprattutto quelle generate dall´organismo stesso attraverso l’attività metabolica (il lavoro del sistema immunitario, la produzione energetica a livello cellulare, la sintesi proteica, ecc.). I primi segni tipici che richiamano la necessità di condurre un adeguato processo di detossificazione e depurazione sono riconducibili a mal di testa, stanchezza, disordini intestinali, stanchezza mentale, spossatezza, deficit dell’attenzione, allergie, intolleranze alimentari, aumentata sensibilità alle infezioni, ecc. . Lo studio delle condizioni psico-fisiche e delle abitudini quotidiane (professionali, sportive, alimentari, ecc.) consente l’elaborazione di un piano nutrizionale adeguato (eventualmente supportato da integratori), utile alla rimozione delle tossine da tessuti ed organi, alla relativa rimessa in circolo ed alla successiva naturale eliminazione.