Metodo Santoro – gli schemi di base
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Metodo Santoro – applicazione degli schemi

metodo

Gli schemi di base si contraddistinguono per la presenza di due tipi di simbologia o tratteggio: continuo (rappresentata da una linea continua senza soluzione di continuità che ripercorre nella sua interezza il sistema e/o apparato cui faccia specifico riferimento) e fisso (contraddistinta da un punto che rappresenta l’organo e/o ghiandola riflessa in particolare). Le zone a tratto continuo sono da considerarsi di transito (a pressione variabile) e vanno stimolate con la tecnica detta “del lombrico”; le zone contraddistinte dal punto, sono da considerarsi da stazionamento (pressione di 10 sec. minimo), da comprimere con la tecnica detta “a punta d’ago”.
Ciascun trattamento si compone di 05 cicli ciascuno dei quali, secondo necessità, può essere composto da un minimo di 01 ad un massimo di 03 schemi. Gli schemi possono essere articolati tra loro in relazione al tipo di squilibrio riscontrato. Il 1° ciclo, anche detto del “rilassamento generale”, è a schema libero; il 5° ciclo, anche detto “depurativo”, è composto dal solo schema nr. 08 “degli organi emuntori”. Tra 2° e 3° ciclo così come tra 3° e 4° ciclo, onde avviare il processo di liberazione dalle tossine, va inserito lo schema di base nr. 10 “dell’apparato urinario”.

1° ciclo

disarticolazione, respirazione e rilassamento generale.

2° ciclo

composizione da 02 (min.) a 03 (max) schemi di base (1° e 2° obbligatori + un terzo eventuale).

3° ciclo

composizione da 01 a 03 schemi di base

4° ciclo

composizione da 01 a 03 schemi di base

5° ciclo

schema nr. 08

N.B. – Resta ferma la possibilità di intervenire diversamente, in modo più specifico, laddove le circostanze lo richiedano e gli schemi non siano in grado di soddisfarne la necessità.

Anche dove non sia previsto, è importante che la stimolazione parta dalla zona riflessa del cervello e ivi finisca (registrazione della situazione di squilibrio prima e della situazione di riequilibrio poi): “ciò consente la registrazione dapprima della situazione di squilibrio in atto, quindi delle attività di riequilibrio indotte”.