VISCERAL MANIPULATION TECHNIQUE
15 Aprile 2011
TENOFIBROLISI
15 Aprile 2011
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TRIGGER POINT TECHNIQUE

Fondatore: Janet G. Travell e David G. Simons
Principi: Nei tessuti si trovano dei punti palpabili che sono iperirritabili. Quando questi vengono compressi sono localmente dolorosi, provocano dolore riferito a distanza e possono sca-
tenare fenomeni autonomi riferiti. I “Punti Trigger” possono essere miofasciali, cutanei, fasciali, legamentari, e periostei.
Metodo: Esistono tre metodi per trattare i “Trigger Points”. Questi sono: la compressione manuale ischemica, la puntura secca o con iniezione di un anestetico, e la metodica del “Stretch and Spray”. Preferiamo usare quest’ultima metodica in quanto si ottengono i migliori risultati operando uno stiramento del muscolo coinvolto mentre si applica uno spray di etile cloruro. Questo raffredda il tessuto diminuendone le contratture che comprimono le arterie e facilita lo stiramento.
Indicazioni: Tutte le iperirritabilità del muscolo, della cute (cicatrici), fasciali, legamentari, e periostei che causano fenomeni dolorosi localmente o a distanza accompagnati da fenomeni vasomotori, e autonomi. Cefalea dovuta a contratture dei muscoli della masticazione.

Il dott. santoro e lo staff di Osteolab ricevono in

“Via Vittorio Veneto snc
82100 Benevento (BN), Campania”