FASCIA TECHNIQUE
15 Aprile 2011
CONNECTIVE OSTEOPATHY
15 Aprile 2011
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CRANIO-SACRAL TECHNIQUE

Fondatore: William Garner Sutherland D.O.
Principi: Tra le ossa del cranio vi sono movimenti involontari indipendenti dai muscoli. Il sistema di membrane intra-craniche, denominate membrane a tensione reciproca, può subire delle tensioni che limitano l’ amplitudine normale di questi movimenti. La natura di questo movimento è ritmica e dipende dalla contrazione e dilatazione dei ventricoli cerebrali che a loro volta influiscono sulla circolazione del liquido cefalo-rachidiano(L.C.R.). La circolazione del L.C.R. agisce sul movimento delle membrane aracnoidea e durale. Infine, a traverso le membrane a tensione reciproca, questo influisce sulla mobilità delle articolazioni basilari. Il liquido cerebrospinale fluttua lungo tutta la colonna vertebrale per mezzo della membrana aracnoidea, sospesa dall’alto grazie ad un’unica inserzione ed ancorata in basso al livello dell’osso sacro. I tessuti durali fungono da pareti per i principali canali venosi che conducono alle vene giugulari. Così la restrizione dei movimenti cranio-sacrali si riportano anche sul sistema membranoso e sulla circolazione. Ogni tessuto vivente è animato da un movimento ritmico, come quello della marea.
Metodo: In un primo tempo, l’osteopata osserva il contorno craniale, poi procede alla palpazione del cranio e delle strutture periferiche con lo scopo di verificare il movimento cranio-sacrale. Le tecniche di correzione, che necessitano un alto senso tattile, variano a seconda delle “lesioni” riscontrate.
Tra le numerose tecniche vi sono tecniche di stimolazione del liquido cerebrospinale, di sollevamento, di distensione, di modellamento, o anche di regolazione delle tensioni membranose e della fluttuazione del flusso dei liquidi.
Indicazioni: Conseguenze di traumi subiti dai neonati alla nascita, allergie, asma, disturbi oculari, paralisi facciale, paralisi cerebrale in fase iniziale, congiuntiviti, convulsioni, alcuni casi di ipoacusia, alcuni casi di diplopia, alcuni casi di epilessia, trauma cranici, cefalea, iperchinesia, insonnia, alcuni casi di ipertensione, sindrome di Menière, otalgia e tinniti, rigurgiti e disturbi della suzione nei neonati, sinusiti, conseguenze di traumi e tensioni dentali e oro-facciali, torcicollo congenito, vertigini, sindrome vagale, conseguenze del “colpo di frusta”.